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L'educazione nel settecento

I nobili del XVIII secolo non erano particolarmente acculturati, in questa epoca è sicuramente più semplice trovare un borghese benestante colto piuttosto che un rampollo di alto lignaggio.

 

Gli aristocratici generalmente venivano affidati a precettori, non particolarmente preparati, considerati dalla famiglia al pari dei comuni domestici, spesso sottopagati. Per i piccoli nobili l'importante era imparare il francese per conversare nei salotti e diventare veri e propri snob per differenziarsi in pubblico. Solitamente i giovani di alto lignaggio erano piuttosto ignoranti e subivano il fascino dell'esotismo, dimostrandosi interessati a tutto ciò che è estero e disprezzando ciò che veniva fatto in patria.

I figli dei ricchi borghesi e dei nobili illuminati invece venivano affidati ai collegi dei gesuiti o degli scolopi, qui venivano educati alla pietà e alla disciplina rigorosa: messa quotidiana, studio del latino, dei classici e punizioni corporali educative.

Le donne invece non avevano bisogno di una particolare cultura, l'opinione diffusa prevedeva che una ragazza dovesse conoscere il rosario più che i libri, la donna che leggeva poteva essere pericolosa.

Per una ragazza per bene era sufficiente saper scrivere, leggere, disegnare e cucire, tutto il resto era un di più non comune, raro nelle fanciulle aristocratiche, più comune in quelle borghesi benestanti.

Generalmente le ragazze che studiavano venivano inserite in collegi femminili, dai quali uscivano al momento delle nozze o, se non volevano sposarsi, potevano rimanervi per sempre come monache.

La cultura più comune dell'epoca invece riteneva che le ragazze non dovessero studiare per tre motivi:

1- la donna colta avrebbe potuto interferire negli affari di famiglia, creando non pochi problemi al patrimonio della stessa;

2- una donna di cultura rischiava di non essere più ubbidiente;

3- gli uomini non volevano donne colte che ponessero mille domande, desideravano stare tranquilli  e sollazzarsi con le proprie mogli.

Dalla seconda metà del settecento si apre un'interessante discussione di livello sull'opportunità degli studi delle donne, giungendo ad una conclusione positiva in ordine all'acculturamento femminile per il bene della società. Da quel momento anche le donne contribuirono alla crescita culturale della società moderna.

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