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I nobili milanesi nell'Ottocento

Nella società del XIX secolo i nobili rappresentavano il ceto sociale più importante, all'apice di un'ipotetica "scala sociale", e si identificavano non tanto attraverso l'effettiva ricchezza ma per titoli acquisiti nella storia più o meno recente.

Ma quanti erano i nobili in una grande città come Milano?

 

Le fonti ci tramandano che nel 1840, ovvero più o meno a metà del secolo, gli aristocratici erano circa 3000 su una popolazione di circa 150.000 abitanti. Erano molti perché tra la fine del settecento e gli inizi dell'Ottocento Napoleone in persona aveva nominato molti nobili per premiare coloro che avevano contribuito  alle sue campagne militari o avevano dato particolari supporti alla sua avanzata.

Considerata la recente origine di alcune famiglie nobiliari, evidentemente non tutti erano ricchi, ma sicuramente nessuno era povero come il popolo. Quasi tutti traevano le loro rendite dalle proprietà fondiarie che possedevano, condizione imprescindibile identificante il proprio status sociale.

Ma qual era il parametro effettivo per definire la ricchezza dell'epoca e quali sono le condizioni per ritenere una famiglia ricca nell'Ottocento milanese?

Le fonti ci narrano che si era benestanti se:

-    si possedeva una rendita annua non inferiore a 5000 lire austriache all'anno;

-    Si aveva un palazzo in città è una o due ville in campagna;

-    Si possedeva carrozze e cavalli;

-    Ci si poteva vestire con abiti preziosi e non troppo vecchi;

-    Si mangiava tanto, bene e se si beveva proprio vino;

-    Si aveva precettori per i figli;

-    Si avevano almeno sei servitori;

-    Si possedeva un palco alla scala e se si potevano fare viaggi.      

In riferimento ai parametri teorici predetti, è importante sottolineare che moltissime famiglie aristocratiche milanesi superavano abbondantemente le 5000 lire di rendita e possedevano tutto quanto indicato. Si consideri che quelli veramente ricchi superavano addirittura le 250000-300000 lire annue, la media degli aristocratici invece si assestava tra le 50000 e 150000 lire. Per comprendere il valore di queste cifre, si evidenzia che un ministro aveva rendite per circa 50000 lire, un prefetto circa 12000, un impiegato intorno alle 1000 lire e un muratore incassava circa 1,65 lire al giorno.

I nobili però oltre a possedere ottime rendite fondiarie, si differenziavano per aspetti della vita quotidiana non proprio comuni. Il proprio status sociale doveva essere ben evidenziato, tutti dovevano riconoscere una famiglia nobile, anche solo dall'apparenza: dovevano avere vestiti più curati, a volte costosi e di importazione, mangiare cibi ricercati e costosi quali l'olio d'oliva, i pinoli, la selvaggina, ecc., dovevano seguire le mode dell'epoca, ma soprattutto dovevano vivere comodamente tra tanti servitori, arredamenti lussuosi e belle dimore, possibilmente preziose.

Nell'Ottocento il mondo aristocratico si avvicina molto a quello ricco borghese, nascono molte associazioni comuni, e spesso si contendono dimore storiche e ville di delizia. 

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