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Le grottesche nell'architettura delle ville lombarde

origine e diffusione delle grottesche nelle ville di delizia del XVI e del XVIII secolo

Se entrando in un edificio civile o religioso vi imbatterete in decorazioni pittoriche bizzarre fatte da ripetuti arabeschi vegetali, fantastici oggetti dell'antichità classica, teste di medusa o da inaspettate figure  mitologiche, sarete di fronte alle famose grottesche.

Il visitatore non deve farsi trarre in inganno dal nome, lugubre ed inquietante, perché in realtà costituiscono tra le più affascinanti e nobili decorazioni nella storia dell'architettura.

 

Queste rappresentazioni si svilupparono nel XVI secolo, vennero dimenticate nel secolo successivo e riprese nel periodo neoclassico. Derivano indubbiamente dall'arte classica dell'antica Roma e precisamente dalle decorazioni delle ricche case patrizie.

Ma perché così tanta bellezza cela una definizione così cupa e misteriosa?

La motivazione sta nella storia della Domus Aurea di Roma, ovvero della gigantesca dimora nei pressi del Colosseo fatta edificare da Nerone dopo il funesto incendio della capitale del 64 d.C.

Questa residenza era davvero enorme e ricchissima di particolari preziosi, si consideri che nel vestibolo era posta la statua dell'imperatore alta 36 metri e che la recinzione della domus si estendeva per un chilometro e mezzo. Ma non solo, le volte degli interni erano impreziosite da decorazioni particolari, caratterizzate da motivi fantastici. E sono proprio questi motivi che ispirarono le successive grottesche.

Questa splendida Domus nel II secolo d.C venne fatta interrare dall'imperatore Traiano per costruirvi il Foro e la basilica Ulpia. Solo nel 1480 venne riscoperta per caso sotto il monte Oppio e, data la sua posizione ipogea, le sue stanze ed i corridoi vennero assimilati a delle "grotte".

Considerata la passione per l'antichità classica del periodo, questi cunicoli sotterranei divennero fino al 1590 meta di visite e gite culturali, soprattutto dagli artisti dell'epoca in cerca di ispirazione.

Ed è proprio in questo periodo che si sviluppa la moda delle grottesche, decorazioni pittoriche ispirate proprio ai dipinti delle grotte della Domus Aurea di Roma.

Il XVII secolo vede l'abbandono di questa moda pittorica e anche la residenza di Nerone rimase chiusa. Nel 1772, grazie agli scavi archeologici nell'area della Domus, vennero riscoperte altre 16 nuove stanze. Ciò determinò il ritorno in auge della moda della grottesche per decorare i bellissimi salotti neoclassici di palazzi o ville di delizia.

Quanto sopraccitato rappresenta un ulteriore conferma di come gli scavi archeologici del Settecento abbiano influenzato la diffusione delle tendenze artistiche del periodo e la ripresa dell'amore per l'antichità classica nel movimento denominato "neoclassicismo".

Ancora oggi in Brianza splendide ville neoclassiche ed antichi edifici religiosi conservano fantastiche grottesche, ma la struttura meglio rappresentativa di queste decorazioni è indubbiamente la chiesa privata di San Vittore, annessa a villa Antona Traversi di Meda. Questa struttura cinquecentesca è interamente affrescata (pareti e volte) e presenta moltissime grottesche  risalenti al XVI sec. con una bellissima commistione tra sacro e profano: la moda imperante dell'epoca non fa distinzione.

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