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IL GIARDINO PITTORESCO "ALL'INGLESE"

Il giardino all'inglese che caratterizzerà i grandi parchi romantici dell'Ottocento europeo 

In Europa nel corso del Settecento, dopo il gusto del "bello", ossia della perfezione artificiosa tipicamente barocca, si sviluppa nelle espressioni artistiche il gusto del "pittoresco", ovvero la passione per l'asimmetria sistematica, il selvaggio, il naturale disordinato ma comunque piacevole ed affascinante.

Tale nuovo gusto costituirà la base delle pitture rococò che dalla Francia si diffonderanno nel resto d'Europa per tutta la prima metà del settecento e oltre. Il pittoresco diventa l'elemento cardine della pittura e scultura europea, ma non viene accettato per i giardini che continuano ad essere classici, creando una dicotomia tra l'arte figurativa e l'arte del verde.

Solo l'Inghilterra recepisce questo nuovo stile e nel 1720 compare il primo giardino pittoresco. Le motivazioni non si conoscono con precisione, c'è chi sostiene che l'Inghilterra avesse l'esigenza di differenziarsi rispetto alla Francia e al resto d'Europa, per dimostrare la sua potenza; secondo altre interpretazioni invece, le motivazioni stanno nella maggior sensibilità inglese rispetto al paesaggio e alla natura. Tra gli inglesi infatti si diffonde il concetto secondo cui piantare un parco è come realizzare un'opera d'arte, disegnarlo nello spazio, e se l'arte prevede lo stile pittoresco, perchè non prevederlo anche per i giardini?

Il giardino pittoresco si ispira ai motivi cinesi, molti sentieri in spazi ristretti. La vegetazione non è più in simbiosi con l'architettura ma diventa un rivale della stessa. Si passa dalla perfetta simmetria delle decorazioni alla asimmetria sistematica: si creano spazi di vegetazione spontanea e aree boschive che seguono la conformazione del territorio circostante; i corsi d'acqua non sono più grandi canali rettilinei ma si sviluppano in affascinanti ruscelli a serpentina, con anche piccole cascatelle; si acquisisce definitivamente dal giardino classico il motivo del labirinto, che diventa sempre più complesso.

Nel giardino pittoresco nessuna essenza è bandita, al bosso si aggiungono le piante autoctone, gli ippocastani, i pini, gli abeti, creando grandi zone d'ombra. Spesso si vuole dare l'idea di un parco infinito che si fonde con la campagna inglese.

Inoltre, il giardino pittoresco prevede la presenza di rovine, antiche statue, cimeli storici, ma non pomposamente valorizzate su balaustre o piedistalli, ma inseriti perfettamente nella natura, accanto alle piante che divengono vere e proprie architetture vegetali.

Questo giardino pittoresco, in riferimento alla nazione che per prima lo adottò, verrà definito anche parco all'inglese e costituirà il modello principale europeo nel corso dell'Ottocento. Per di più, verrà identificato anche con l'imperante romanticismo dell'epoca, assumendo anche l'identità di "parco romantico".

In Francia il giardino pittoresco inglese sopraggiungerà solo poco prima della rivoluzione francese, quando ormai in Inghilterra si sta passando ad un nuovo stile eclettico, di cui si parlerà in un altro articolo, e vedrà la fusione degli elementi classici con quelli pittoreschi, mantenendo sempre un particolare distintivo, tipicamente francese.

In conclusione, i giardini rappresentano un elemento di contatto tra le nazioni europee, sono un modello di convivenza e assimilazioni di stili dei vari paesi, senza frontiere e in nome dell'arte.

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