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IL CONCETTO DI GIARDINO E LA SUA EVOLUZIONE STORICA

Nel corso della storia il giardino è sempre stato considerato strettamente collegato alla personalità dell'uomo.

Creare un proprio giardino, secondo una bella interpretazione mistica, significa riprodurre un proprio angolo di paradiso terrestre, sulla scia di un ancestrale legame con il "paradiso perduto" da Adamo ed Eva.

 

Per altre interpretazioni laiche invece, coltivare il giardino per creare un angolo di pace e relax nella propria casa, significa coltivare se stessi al fine di raggiungere un pace e serenità interiore, ciò che i greci chiamavano "eudainomia".

E questo è confermato dai filosofi contemporanei, uno fra tutti Marvell, secondo cui il giardino non è solo collegato all'estetica ma è strettamente connesso alla ricerca della vita felice, di una "piacevole solitudine".

Detto ciò, è evidente che il giardino nel corso della sua evoluzione temporale abbia subito forti condizionamenti dall'evoluzione dell'uomo stesso, dalle trasformazioni sociali e dal pensiero. I tipi di giardino che si susseguono nella storia non sono altro che il prodotto dei relativi periodi storici e della filosofia imperante in quei momenti.

Pertanto, se nell'antica Roma il giardino per eccellenza era quello Epicureo, visto come luogo di pensiero e di discussione filosofica, piacevole e ben strutturato, nel medioevo, la severa dottrina cristiana fa abbandonare i piaceri del giardino antico, e il giardino viene sostituito da spazi chiusi o semplici frutteti.

Nel rinascimento italiano invece subisce l'influenza di una nuova estetica e di un imperante antropocentrismo. Il nuovo umanesimo conquista la natura e i suoi spazi, li plasma a piacimento attraverso terrazzamenti e geometrismi non naturali ma assolutamente umani.

Ma è in età moderna che meglio si comprende il legame del giardino con il pensiero del relativo periodo storico. Gli stili del giardino alla francese e all'inglese dipendono indubbiamente dalla filosofia socio politica del XVIII secolo nei rispettivi Paesi. E se il giardino alla francese, perfetto, geometrico, ricchissimo di statue e orpelli si lega al vezzoso materialismo di una Francia Rococò, il giardino inglese più libero e selvaggio è il riflesso del liberalismo ed empirismo filosofico tipicamente inglese.

Inoltre, il colonialismo dell'epoca influenzerà notevolmente il gusto per l'esotismo e l'introduzione di specie esotiche nei grandi parchi. Nell'Ottocento in Europa i giardini diventeranno sempre più irregolari, stravaganti ed esotici.

Con il passare del tempo Il legame del giardino con l'arte si farà sempre più stretto, al punto che i filosofi del XX secolo considereranno i giardini al pari delle produzioni artistiche pittoriche. Sulla scia di una concezione tipicamente giapponese.

E secondo una bella interpretazione metaforica moderna, il giardinaggio è la pittura del paesaggio e piantare un giardino è come dipingere un paesaggio con pitture viventi.

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