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Villa Gavazzi

Indirizzo: Via A.Manzoni 4 Valmadrera (lc)

 

La villa costituisce un esempio di prestigiosa dimora storica "produttiva", dove accanto all'elegante residenza d'epoca si trova la grande filanda di famiglia e le strutture di servizio correlate.

È situata nel comune di Valmadrera, a circa quattro chilometri dalla città di Lecco e a pochi minuti da Bellagio sul Lago di Como.

 

Facciata villa
Facciata villa
Il complesso della tenuta
Il complesso della tenuta
Portico della villa
Portico della villa
Serra e filanda
Serra e filanda
Il parco della villa
Il parco della villa

 

I servizi offerti dalla villa

Visita 

Singoli: i visitatori individuali possono unirsi ai gruppi che si costituiscono nelle date e negli orari indicati nel calendario

Gruppi: visita solo per gruppi (min 10) su prenotazione

Tariffa: € 14 a persona

Ristorazione

Su richiesta possibilità di organizzare merende, aperitivi, pranzi e cene nella serra (per max50 persone) e negli ambienti del parco (per max 80 persone)

Eventi

  • Feste private 
  • Su richiesta è possibile organizzare eventi privati speciali quali:

- Evento dedicato alla storia della filanda Gavazzi e delle fasi di lavorazione del filato

- Merenda e aperitivi con prodotti tipici locali e abbinamenti eno-gastronomici

  • E’ possibile partecipare agli eventi di Villa Gavazzi proposti in calendario

 


Storia di Villa Gavazzi

Non si conosce con precisione la data di edificazione della villa, però le fonti storiche indicano che la stessa sorge su una preesistente dimora di fine cinquecento, appartenuta alla ricca famiglia Bonacina e denominata "casa nuova". Questa costruzione rientrava nel copioso patrimonio immobiliare dei Bonacina, che all'epoca avevano fatto grande fortuna con la concia delle pelli, e nel 1663 divenne parte del patrimonio degli Orrigoni, avendo il marchese Giacinto Orrigoni sposato l'ereditiera Maddalena Bonacina. Pertanto, da questo momento la dimora venne annoverata come struttura del complesso di Palazzo Orrigoni.

La dimora rimase di questa famiglia fino al 1817, quando l'erede Orrigoni, contessa Casati, vendette la proprietà a Carlo e Giannantonio Gavazzi.

Dal 1818 la villa venne trasformata estrutturata in base al gusto e alle esigenze della famiglia Gavazzi: venne realizzato l'attuale viale dei tigli all'ingresso, si modificò ad opera dell'arch. Bovara il corpo principale della villa, creando la facciata barocchetta, e venne abbellito l'oratorio annesso.

Ma i Gavazzi non si limitarono ai lavori per la villa. Già dal 1820 realizzarono una magnifica filanda con 80 fornelli proprio sul retro della dimora, confermando la loro inclinazione industriale. Da questo momento si può parlare di un vero proprio complesso villa-filanda, e tutto venne predisposto dai proprietari per coniugare l'eleganza di una casa padronale con l'operosità di una attività produttiva.

Successivamente vennero apportate ulteriori modifiche al giardino, trasformando l'area circostante da giardino barocco a parco paesaggistico, perfettamente integrato con l'ambiente circostante.

 

Il giardino di Villa Gavazzi

 L'attuale parco, frutto di una trasformazione tardo ottocentesca, si integra perfettamente con l'ambiente esterno alla villa, e le sue differenti quote sembrano definire una effettiva continuità con i monti che circondano la proprietà.

I confini del parco sono delimitati da una folta vegetazione che preclude la vista verso l'urbanizzato attorno. L'intero podere è attraversato da un piacevole vialetto che, oggi come allora, consente la passeggiata tra le numerose specie botaniche, quali esemplari di liodendron, cedro del Libano, ginko biloba, faggi, querce e ippocastani.

Non si conosce con precisione la paternità del parco, ma molti indizi, quali ad esempio fotografie d'epoca, rimandano all'ing. Balzaretto, colui che realizzò i giardini pubblici di via Palestro a Milano.

Il giardino della villa si conclude con la bellissima serra, posta a fianco del retro della villa, che nei documenti compare per la prima volta nel 1898. Originariamente veniva riscaldata con l'acqua calda della vicina filanda attraverso un complesso sistema di tubi.

Oggi, nonostante il completo rifacimento del tetto, un tempo ceduto, la serra si conserva ancora ed è disponibile quale intima location per eventi. Si presenta in legno chiaro, ferro battuto e conserva un grazioso pavimento in maiolica bianco e blu.

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