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Palazzo Arese Borromeo

Indirizzo: Via Borromeo 41 Cesano Maderno (MB)

Palazzo Arese Borromeo rappresenta una delle dimore storiche italiane più rappresentative dell'architettura e della vita del XVII secolo. E i suoi numerosi saloni in stile, completamente affrescati, lo rendono una delle residenze d'epoca più affascinanti della provincia di Monza-Brianza.

La dimora è situata nel centro di Cesano Maderno, a pochi minuti dalle più grandi città briantee, quali Monza e Meda, e a pochi chilometri dalla città di Milano.

 

Vista del palazzo
Vista del palazzo
Galleria affrescata
Galleria affrescata
Il cortile interno
Il cortile interno
il loggiato del piano nobile
il loggiato del piano nobile
una sala del palazzo
una sala interamente affrescata

 

Servizi offerti da Palazzo ARESE

Visita del Palazzo

Singoli: da marzo a ottobre i visitatori individuali possono unirsi ai gruppi che si costituiscono nelle date e negli orari indicati nel calendario

Gruppi: da marzo a ottobre tutti i giorni solo su prenotazione (gruppo minimo 15 persone)

Tariffe: € 9 a persona

Ristorazione

Su richiesta possibilità di organizzare apertivi, pranzi e cene nei saloni barocchi del palazzo

Eventi

  • Matrimoni e feste private su richiesta
  • Su richiesta è possibile organizzare eventi privati speciali quali:

-          Visita della dimora storica accompagnati da personaggi in abiti d’epoca

-          Visita serale della dimora accompagnati da personaggi in abiti d’epoca, con musica antica, balli seicenteschi e degustazioni storiche.

  • E’ possibile partecipare agli eventi di Palazzo Arese Borromeo proposti in calendario
  • Possibilità di organizzare convegni e servizi fotografici oltre che per matrimoni anche a scopo commerciale.

 


Storia di palazzo Arese Borromeo

L'edificazione del palazzo ebbe inizio intorno al 1626 per volere di Bartolomeo III Arese, il quale volle realizzare il sogno del padre Giulio I Arese , conte di Castel Lambro, di realizzare un grande palazzo in grado di dare prestigio alla sua famiglia.

La costruzione venne realizzata su un'antica struttura castellana e, data la sua posizione pressoché annessa alla città, venne realizzata una dimora simile ad un palazzo, seppur con evidenti caratteristiche proprie della villa di campagna.

Tale soluzione non doveva essere casuale, Il committente Bartolomeo III Arese era un abile politico, aveva ricoperto ruoli prestigiosi nella Milano spagnola, e fu il maggiore interlocutore degli Asburgo. Fu un capitano di giustizia, un questore del magistrato ordinario di Milano, ma anche il reggente onorario del Consiglio d'Italia e il presidente del senato. Oltre ad essere un importante membro di governo, fu anche un fervido uomo di cultura che seppe arricchire il palazzo di affreschi e decorazioni di grande valore e carichi di significato.

Nel 1634 Bartolomeo III sposò Lucrezia Omodei e dalla stessa ebbe tre figli, dai quali però non ebbe alcun erede diretto. Pertanto, il nipote Carlo IV, figlio della figlia Giulia e di Renato Borromeo, dopo aver acquisito anche il cognome materno (chiamandosi Arese Borromeo), ereditò il palazzo.

Il palazzo poi continuò per molto tempo a rappresentare il gioiello della famiglia Borromeo, e dal 1987 venne acquistato dall'amministrazione comunale di Cesano Maderno, che ancor oggi ne è proprietaria e lo gestisce ai fini culturali.

 

L'architettura e gli spazi interni del palazzo

Il seicentesco palazzo presenta delle caratteristiche architettoniche proprie del barocco lombardo, mantenendo però uno stile sobrio e con forti influenze di un lontano rinascimento.

L'accesso al palazzo avviene attraverso una grande piazza esterna ad esedra (tipicamente barocca), la quale simbolicamente  rappresenta un interessante punto di contatto (o apertura) degli Arese nei confronti del borgo di Cesano. Tale spazio antistante la dimora infatti, oltre a costituire il viale di accesso alla stessa, veniva utilizzato per il mercato cittadino, le manifestazioni teatrali e tutte le rappresentazioni sceniche che i nobili Arese  Borromeo offrivano al popolo.

Dalla piazzetta è ben visibile la facciata esterna del palazzo, fortemente caratterizzata da una voluta semplicità, precisione e da un forte legame con la storia locale. Il portale della dimora infatti si presenta in bugnato, tipico delle strutture castellane, ricordando così l'immobile preesistente al palazzo.

 

Come tutti i palazzi cittadini, la dimora è articolata in un quadrilatero chiuso con all'interno un cortile d'onore. Ciò che meglio caratterizza anche esternamente la struttura è la sobrietà e la regolarità architettonica, attraverso la quale vengono delineati due porticati opposti e  un bellissimo loggiato al piano superiore. Quest'ultimo rappresenta la grande apertura del palazzo verso l'ambiente circostante ed un nuovo rapporto tra l'uomo e l'ambiente.

 

Il piano terra del palazzo

Il lato est è caratterizzato da interessanti sale di rappresentanza, degno di nota è il grande salone centrale che si affaccia sia sul cortile che sul parco del palazzo. Questo presenta affascinanti affreschi e decorazioni sul soffitto, mentre le pareti laterali risultano spoglie in quanto in passato erano occupate dalla quadreria del palazzo. La rappresentazione più interessante della sala è il carro di Aurora sul soffitto, tipica rappresentazione dei saloni delle dimore storiche, nonchè una serie di affreschi nelle vele e lunette laterali di matrice rococò. Queste ultime rappresentano scene o personaggi mitologici, così come volute da Bartolomeo III Arese per comunicare sue posizioni o idee politico-amministrative.

Inoltre, il piano terra è caratterizzato da un bellissimo ninfeo interno con sale decorate a mosaico con sassi di fiume bianchi e neri. Questi creano importanti decorazioni sceniche, complessi arabeschi e simboli antichi, tanto cari allo stile barocco dell'epoca.

Il piano terra si conclude con alcuni locali di servizio nelle ali laterali e con un grande scalone d'onore per accedere al piano nobile superiore.

 

Il piano nobile del palazzo

Il piano nobile presenta moltissime sale affrescate - si consideri che nel palazzo se ne contano circa quaranta - e la particolarità di questo piano è che i locali si presentano completamente decorati, da terra al soffitto.

La maggior parte degli affreschi risalgono al secondo seicento e riflettono il pensiero di Bartolomeo III, nonchè la sua volontà di creare un'opera unitaria. Tutte le rappresentazioni sono in stile barocco, valorizzano gli spazi del palazzo e la loro funzionalità.

Salendo al piano nobile, degno di nota è lo scalone degli stemmi, dove si sottolineano le parentele e le alleanze dei padroni di casa, così da rimarcare il prestigio della famiglia e gli importanti rapporti della stessa.

Proseguendo nei locali si trovano: la sala delle rovine, due boscarecce, il salone principale denominato dei " fasti romani", la sala del castello raffigurante il Castello Sforzesco di Milano e molte altre stanze che conducono alla cappella del palazzo, l'oratorio dell'angelo custode.

Altro spazio interessante del piano è la galleria delle Arti Liberali, attraverso la quale si accede agli appartamenti privati di Bartolomeo III e del figlio Giulio II. A metà della galleria si trova la piccola cappella di San Pietro Martire, realizzata in occasione della morte prematura di Giulio II.

Tutti gli affreschi del palazzo sono stati realizzati da importanti pittori del barocco lombardo quali il Montalto, Ercole Procaccini il Giovane, Giuseppe Nuvolone e molti altri meno conosciuti.

 

Il giardino di palazzo Arese Borromeo

Il giardino del palazzo oggi visibile è probabilmente opera di Francesco Castelli, architetto di fiducia dei Borromeo, e può essere classificato quale giardino all'italiana con forti influenze francesi, considerata la sua impostazione pianeggiante e non terrazzata.

Nel 1671 Bartolomeo III vi portò l'acqua, incanalando la roggia viscontea di Desio, e vi realizzò gli immancabili giochi d'acqua tipici delle nobili dimore storiche dell'epoca. Tale roggia inoltre alimentava un mulino esterno, oggi perduto.

Nel seicento il grande giardino era diviso in due: accanto al palazzo vi era il giardino all'italiana e, al di là del muro di separazione, vi erano le marcite e i boschi tipici della campagna briantea.

Verso la metà del XVIII secolo venne demolita la separazione, e per volere di Renato III venne creato un unico giardino, si costruì l'attuale fontana caratterizzata dai dromedari, simbolo di casa Borromeo, e vennero collocate una serie di statue in arenaria, ancor oggi visibili.

Oggi il giardino è divenuto un grande parco pubblico, caratterizzato da un grande viale centrale e si estende su un'area di circa 100.000 mq. Attorno al vialone che conserva ancora lo stile del giardino all'italiana, si sviluppa il bosco di tigli, querce e tassi che delimitano la proprietà del palazzo.

 

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